Recensiamo 50 sfumature di grigio…

Eccomi qui con la recensione di questo alquanto opinabile film: l’avevo promessa dallo scorso post ed è arrivata abbastanza in fretta (wow, 2 mesi senza post e adesso ne arrivano ben due di fila).

Opinabile non è una parola scelta a caso e tra poco spiegherò il perché, ma prima, una piccola introduzione.

Mi ero assolutamente ripromessa di guardare 50 sfumature di grigio principalmente per due motivi: il primo è che volevo sapere per quale motivo il pubblico era così tanto spaccato tra gente a cui il film è piaciuto (soprattutto le ragazze giovani) e gente che l’ha assolutamente schifato (soprattutto gli uomini).

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Il secondo è che ero veramente curiosa di sapere quale effetto avrebbe fatto su di me.

Di solito quando parlo di videogiochi parlo per punti, parlando prima della trama, poi della musica, poi della grafica e via così, ma per questo film non me la sento, perché semplicemente non c’è molto da criticare sulla qualità delle riprese: sono buone e non c’è nulla da dire. Vanno discussi molto, invece, la trama e l’impatto psicologico.

Attenzione: da qui in poi è spoiler.

L’argomento trattato, come tutti (o quasi) ormai penso sappiano è la controversa relazione tra una giovane universitaria (Anastasia Steele) e un milionario ventisettenne (Christian Grey).

Il film

Il film inizia con Anastasia che grazie alla sua coinquilina giornalista ottiene di fare un’intervista al posto suo con il proprietario della Grey, una misteriosa azienda che produce non si sa cosa e che ha fatto la fortuna di, appunto, Christian Grey.

Ciò che già all’inizio mi ha fatto storcere il naso e che mi ha lasciata dubbiosa sulla trama è stato il poco spazio dedicato a particolareggiare i luoghi e a introdurre i personaggi. Mi sono ritrovata davanti un’azienda misteriosa, inspiegabilmente piena di donne bionde (presumibilmente tutte segretarie?) e questo figurino misterioso, intento ad accogliere Anastasia, che puntualmente inciampa all’entrata del suo ufficio.

Comunque, l’intervista ha inizio e domanda dopo domanda, Anastasia rimane sempre più colpita dal fascino di Christian. Al termine i due decidono di rimanere in contatto.

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I due finiscono per vedersi spesso e pian piano cominciano a conoscersi di più, fino a quando una sera Anastasia si ubriaca in un locale e decide di chiamare Christian, che in un modo o nell’altro, preoccupato, riesce a capire esattamente dove si trova e ad arrivare proprio nell’istante in cui un ragazzo stava cercando di abusare di lei, salvandola e portandola in un hotel.

La mattina dopo, lei si sveglia nel letto di Christian. Loro discutono di loro e della loro relazione e mentre lasciano l’edificio ci scappa un bacio in ascensore.ff59b99e9ac3000310af8e417f99471c63.flv_snapshot_00.30.55_[2015.03.03_19.52.50]

Questo è il punto preciso in cui la pura romanticità si interrompe bruscamente, e dopo poche scene salta fuori il lato perverso del film, con classe, con una frase che non penso dimenticherò mai:

Io non faccio l’amore. Io scopo. Forte.

Sì. Questo è il momento in cui viene a galla il lato oscuro di Grey. Lui è infatti ossessionato dai giochi sadomaso e dalle pratiche BDSM e detesta le relazioni affettive. Decide quindi di condividere questo segreto con Anastasia, offrendole di decidere se accettare una relazione con lui, stando alle sue condizioni e mostrandole poi la sua stanza dei giochi in modo da chiarirle ulteriormente le idee.

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Detto questo, lei decide di accettare, con tanto di contratto in cui è scritto chiaramente cosa Grey può o non può farle, e cosa lei è obbligata a fare (ad esempio non ubriacarsi e prendere un contraccettivo orale).

Il resto del film è incentrato sullo sviluppo di questa particolare relazione (no, in realtà è incentrato sul sesso, ma voglio illudermi che non sia così).

Cominciano quindi a sorgere le prime complicazioni. Anastasia è una ragazza completamente estranea al mondo delle pratiche BDSM, e nonostante si sforzi a farsi piacere Christian così com’è, comincia ad innamorarsi veramente di lui e cerca di scavare nelle sue emozioni.

Christian racconta quindi che questa sua ossessione deriva probabilmente dal fatto che ha avuto un’infanzia difficile, abbandonato da sua madre, una prostituta che si faceva di crac e adottato da una famiglia benestante ma con ancora quei brutti ricordi chiari in mente.

Anastasia decide, mossa dal suo grande affetto per lui, di provare aiutare Christian ad affrontare la sua “paura di amare”, e di avere un contatto fisico che non sia per una pratica sadomasochista, ma da parte sua trova solo un’incontrollabile repulsione, dettata probabilmente da un mix di orgoglio molto forte e di traumi infantili, che la fa crollare psicologicamente nonostante lui fosse sempre stato rispettoso nei suoi confronti, persino nei momenti di “punizione”.

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Alla fine, purtroppo, lei si rende conto di avere a che fare con un uomo con cui non sarà mai felice e che è effettivamente troppo complessato. Il film finisce con lei che decide di lasciarlo.

La guardabilità

Allora. Questo è un argomento difficile. Parto con il dire che innanzitutto il vero BDSM non è quello che si vede qui. Lui la ha praticamente accarezzata per tutto il film. Le scene erotiche che si vedono qui sono più sesso spinto che altro, tranne nell’ultima in cui effettivamente c’era del dolore.

La cosa veramente brutta, però, e anche quella che mi ha frustrata di più è che l’obiettivo principale del film pare quello di far eccitare chi lo guarda piuttosto che raccontare la storia. E questa è stata veramente una brutta scelta, perché quelle che si vedono sono scene che possono piacere solo a persone a cui piacerebbe ricevere lo stesso trattamento. Io ad esempio non le ho apprezzate e avrei desiderato che al posto di alcune ci fosse stata un po’ di trama in più.

Trama, giusto. La trama è molto inverosimile. Come ho accennato all’inizio, certe situazioni sono poco credibili, come ad esempio il fatto che un misterioso ventisettenne complessato sia riuscito a mettere in piedi un impero così grande da avere i milioni, gli elicotteri, gli appartamenti e le macchine a volontà, e che tutto questo lo abbia ottenuto grazie ad un’azienda altrettanto misteriosa. Nemmeno Bill Gates all’età di 27 anni aveva un patrimonio del genere.

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Ma in fin dei conti non c’è niente di male, perché stiamo pur sempre parlando di un film e nei film non può essere tutto realistico. La scena che più mi ha lasciata perplessa, però, è la seguente.

Dopo una telefonata di Anastasia in cui lei è ubriaca, Christian riesce ad individuarla senza che lei gli abbia dato alcun, e sottolineo, alcun indizio preciso sul locale in cui si trovava e riesce a raggiungerla nel giro di 5 minuti, arrivando appena in tempo per salvarla da una molestia.

L’ultima cosa per cui mi sento di dare punti negativi al film è la pochezza di certe battute, che in pochissimi secondi riescono a far crollare tutta l’atmosfera costruita con tanta fatica, ad esempio quella che ho citato prima sul fatto che lui scopa. Forte. E anche soprattutto un’altra, stavolta pronunciata da lei:

Cos’è un dilatatore anale?

Tesoro, in quella stanza dei giochi hai visto di tutto e ti poni una domanda così ovvia su un qualcosa il cui significato te lo suggeriscono le stesse due parole di cui è composto l’oggetto in questione? E no, non regge neanche il discorso “Eh ma magari in Inglese ha un nome complicato e non si capisce, mentre la traduzione in Italiano è più comprensibile”. No, non regge perché in Inglese questo oggetto si chiama butt plug, e anche qui le parole stesse dicono cos’è.

Opinabile

Ho usato questa parola all’inizio della recensione, e ora è arrivato il momento di spiegarne il motivo.

Sostanzialmente, questo film può essere preso seriamente da due punti di vista differenti:

  1. Quello che abbiamo avuto io e Hicchan durante la visione del film parte dal presupposto che Anastasia è una donna vergine troppo candida, quindi per lei è stato un grande shock psicologico il cambiamento così radicale che le ha offerto Christian, anche se lei lo ha accettato di sua volontà ma poi se ne è pentita perché Christian non si è degnato di aprire il suo cuore. Per noi il finale è stato bello, perché Anastasia ha saputo allontanarsi da un uomo che non è mai stato in grado di aprire il suo cuore e che l’ha fatta soffrire, anche se involontariamente.
  2. Quello che hanno avuto altre due mie amiche, ovvero che comunque Christian è sempre stato delicato e ha sempre chiesto ad Anastasia il permesso di farle ogni cosa, trattandola come una principessa, facendole molti regali e rispettandola sempre, nel limite della sua comprensione. Per loro il finale è stato brutto, perché Anastasia si è persa una grande occasione rinunciando ad un uomo che in fin dei conti non le aveva fatto nulla di male e chiedeva solo un po’ di comprensione.

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Ora, a vedere certe scene la mia me femminista si è un po’ contorta davanti al modo di comportarsi di Anastasia, tanto che certe volte ho avuto la sensazione di vedere uno stupro e di desiderare che a Grey succedesse qualcosa di brutto, ma immagino dipenda dalla propria personalità e, soprattutto, immagino sia questione di essere in grado di comprendere certi atteggiamenti di un uomo complessato. Io già non sono abbastanza in grado di comprendere gli uomini con un orgoglio troppo grande (me l’hanno confidato alcune persone), quindi figuriamoci questo, anche se in questo caso ho provato a sforzarmi con l’aiuto di qualche amica eterosessuale, in quanto io non lo sono e non ho mai avuto relazioni di alcun tipo nemmeno con un ragazzo, figuriamoci con un uomo.

Praticamente, ho avuto la sensazione di guardare la brutta storia d’amore di una ragazzina che è amata da un ragazzo serio ma preferisce andare con lo stronzo più affascinante, capace solo di farla soffrire.

Per capire Grey, quindi, serve una buona dose di sindrome della crocerossina nei confronti degli uomini, e penso che sia questo il motivo per cui il film non è piaciuto né alla maggioranza del pubblico maschile, né a buona parte di quello femminile.

Conclusioni

È un film da vedere? Assolutamente sì, ma non per la trama (in fin dei conti è ok, ma c’è sicuramente di meglio in giro), né tantomeno per fare ciò che certe persone hanno fatto in alcuni cinema. È da vedere piuttosto per rifletterci sopra ed analizzarlo, per capire in quale punto di vista ci si identifica, o ancora, per cercare di capire certi comportamenti dei due.

Strutturalmente parlando, il film non è niente di speciale: ci sono battute che semplicemente non funzionano, scene troppo prevedibili e il target a cui è rivolto è troppo ristretto. Quel poco di trama che c’è passa in secondo piano, mettendo al primo posto certe scene di sesso che praticamente non sanno di nulla e che i puristi del BDSM vero e proprio definirebbero “carezze”.

Psicologicamente parlando, quindi, è un film valido, che fa riflettere, ma sul piano tecnico/strutturale poteva decisamente essere realizzato meglio e sarebbe sicuramente piaciuto a molte più persone.

Una nota positiva è che, come avevo detto all’inizio, non ho giudicato né la grafica (ambientazioni, aspetto dei personaggi, ecc…), né la musica e gli effetti sonori, perché non ho nulla da criticare: non hanno alcun problema ed entrambi sono state realizzati bene. Qualche dubbio mi rimane sulla recitazione, ma non è niente che sia degno di nota.

Voto: 6/10
★ ★ ★ ★ ★ ★ ☆ ☆ ☆ ☆

4 pensieri su “Recensiamo 50 sfumature di grigio…

  1. Panda Oscuro

    “La cosa veramente brutta, però, e anche quella che mi ha frustrata di più è che l’obiettivo principale del film pare quello di far eccitare chi lo guarda piuttosto che raccontare la storia.”
    Su internet ho letto che ci sono stati alcuni in america o chissé dove, che mentre c’era il film, o si masturbavano o facevano sesso con il partner e molti di questi sono stati cacciati dalla sala. Quando ho letto questa notizia mi sono messa a ridere. Una ragazza si era portata un vibratore! Roba da pazzi: andate su youporn che almeno non pagate 8€ per il biglietto del cinema. XD

    6/10? Oddio, per me quel voto è pure troppo alto. XD

    In ogni modo quello che a me da veramente fastidio è il fatto che una trilogia del genere sia diventata bestseller. Come diamine ha fatto a essere diventata così tanto venduta? Ci sono molti altri romanzi erotici che magari hanno una trama degna di essere chiamata tale nonostante le numerose scene di sesso e invece che essere apprezzate ovviamente sono lasciate nel dimenticatoio per far spazio alle 50sdg. E vabbeh.

  2. Hikari Megami

    Film visto per colpa tua, che non mi è piaciuto nemmeno un po’! Beh, parliamo un po’ di questa sindrome da crocerossina che hai citato. Io penso che tutte le ragazze – o buona parte di loro – ce l’abbia. Tuttavia temo che sia pericolosa. Mi spiego. Le care crocerossine se incanalano il loro amore e desiderio di aiuto verso quegli uomini strafottenti e capaci solo di farle soffrire, sbagliano tutto.

    La sindrome da crocerossina deve essere solo presente nei confronti di quei ragazzi capaci di amare e che hanno sentimenti… altrimenti la trovo deleteria per le ragazze x_x

    Per il resto sono d’accordo con te. Scene di merda, film di merda. Musica si dai, anche se non è che ci abbia fatto molto caso, sai com’è, c’era altro a distrarre >_>

    1. EricchiYukia Autrice

      Purtroppo è vero che è pericolosa, ma in realtà per fortuna non sono tantissime le ragazze che ce l’hanno, e diciamo che se capita loro di fare una cattiva esperienza, di solito “aggiustano il tiro”, facendo più attenzione la prossima volta.
      È deleteria, sì. Però per capire certe cose alcune persone hanno bisogno di soffrire. La mia speranza più grande è che le ragazze fatte così che hanno visto il film abbiano capito dal finale ciò a cui rischiano di andare incontro. Anche per questo il finale secondo me è stato bello.

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